Quanto costa fare la separazione dei beni?

Quanto costa fare la separazione dei beni?

La separazione dei beni è una decisione che, secondo la consuetudine, viene presa al momento di contrarre matrimonio. Nel caso in cui la volontà di cambiare il regime patrimoniale intervenga dopo, si può esercitare questo diritto in accordo con il coniuge. La separazione dei beni può avvenire con o senza il divorzio.

Cos’è e come fare la separazione dei beni?

Con la separazione dei beni ognuno dei coniugi ha il diritto di proprietà esclusivo di tutto quanto ha acquistato durante il matrimonio. Solo nel caso in cui abbia espressamente delegato al coniuge la procura per l’amministrazione dei beni, questi ne deve rispondere in base all’accordo precedentemente stipulato. Ognuno dei contraenti ha facoltà di provare con tutti i mezzi la proprietà esclusiva dei beni che ha acquistato. Nel caso in cui questo non è sia possibile, lo stesso bene dovrà essere equamente diviso tra i coniugi.
Vige il principio del diritto di godimento su quelli che sono i beni dell’altro, ma non della proprietà. Ecco il motivo per cui nella disquisizione sulla titolarità si considerano, in mancanza di prove sul possesso, beni in comune a parità di quote.

L’iter e il costo per la separazione dei beni

Le disposizioni in fatto di separazione dei beni sono contenute nella Legge n°151/1975, che regola la decisione sul patrimonio di famiglia secondo gli articoli 193, 215 e 219 del Codice Civile. La legge fu espressione concreta della riforma del diritto di famiglia.

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La separazione dei beni tra coniugi può avvenire, dunque, quando ci si sposa comunicandolo all’Ufficiale di Stato Civile del comune o anche al sacerdote od officiante. La manifestazione di tale volontà deve avvenire qualche tempo prima, in modo si predispongano tutti i documenti da firmare. In questo caso il costo della separazione dei beni è zero, non costa nulla.

Separazione beni dopo matrimonio

Ci sono casi in cui tale separazione dei beni avviene dopo il matrimonio civile o religioso e impone che i 2 coniugi siano d’accordo. In nessun caso sarebbe possibile procedere all’insaputa di uno degli interessati.

In mancanza di una manifesta volontà dei coniugi al momento del matrimonio, si intende che il regime patrimoniale è in comunione. La separazione dei beni dopo il matrimonio ha un costo.

Per rendere effettiva la separazione dei beni è necessario richiedere la consulenza di un notaio, in quanto l’atto è pubblico. Lo stesso provvederà anche a far trascrive sul registro dei matrimoni una nota a margine dove viene riportata la modifica del tipo di regime patrimoniale di famiglia. Il costo separazione dei beni varia a seconda delle tariffe del notaio per l’atto di registrazione.

Quanto costa la separazione dei beni presso n notaio? La separazione dei beni tra coniugi post-matrimonio è tanto articolata quanto è vasto il patrimonio di famiglia. Il costo è direttamente proporzionale alla gestione di tutti i beni che devono essere divisi.

Per il notaio deve essere considerata la parcella, i costi degli atti, la documentazione da produrre in comune e l’imposta da versare allo Stato sul valore del patrimonio di famiglia.

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In media la separazione dei beni ha un costo che va dai 1000 ai 1500 euro.

Nel caso in cui la separazione dei beni non sia consensuale e più spesso accade quando c’è un divorzio in atto, la stessa verrà gestita da un legale. L’avvocato tutela gli interessi dell’assistito nel provare che un bene è stato effettivamente acquistato dallo stesso. In questo caso è necessario affidarsi a un professionista esperto nella gestione dei divorzi, in diritto di famiglia e nella tutela del patrimonio. Una volta avvenuta la separazione dei beni viene stipulata quella che è nota come convenzione matrimoniale, pari a un contratto che attesta l’amministrazione esclusiva dei rispettivi beni.

La separazione giudiziale dei beni

Esiste un’altro tipo di separazione dei beni che è detta giudiziale, in quanto viene concessa con una sentenza su espressa richiesta di uno dei coniugi.
La stessa richiesta può essere avanzata quando si vengono a instaurare particolari situazioni. Tra queste ci sono l’interdizione del coniuge, la cattiva gestione delle finanze che mette in pericolo la sicurezza economica della famiglia, la mancata o scarsa collaborazione alle spese comuni in rapporto al proprio potere economico o alla capacità di lavorare. È sottinteso che tra le cause della separazione giudiziale dei beni c’è anche il caso di uno dei coniugi con amministrazione detta “di sostegno”. Dalla data della sentenza la separazione dei beni diventa effettiva.

I vantaggi de la separazione dei beni tra coniugi

La separazione dei beni prevede una serie di vantaggi volti a proteggere il patrimonio di ognuno dei coniugi. Non è un modo per manifestare poca fiducia nell’altro, al contrario rappresenta un atto di tutela e prudenza rispetto a potenziali dissesti finanziari di uno dei 2.

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La separazione dei beni protegge il patrimonio soprattutto in caso di divorzio, motivo per cui l’accordo è più semplice, senza contenzioso e veloce.
Questo non toglie che uno dei 2 ex coniugi possa decidere diversamente rispetto a un bene. Il principio è la difesa della proprietà esclusiva, anche nel caso in cui, per esempio, un immobile di proprietà del marito venga assegnato dal giudice alla moglie. La proprietà non decade, in nessun caso.

Se sopraggiunge un fallimento aziendale di uno dei coniugi l’altro è assolutamente al sicuro, perché i suoi beni non possono essere intaccati in alcun modo.
Nella fase della successione la separazione dei beni favorisce la spartizione veloce tra gli eredi.

Un aspetto importante da tenere presente è che la separazione come la comunione dei beni non è retroattiva e fa fede esclusivamente da quando l’atto viene siglato davanti al notaio. Questo significa che non può influire su un eventuale risanamento delle finanze del passato, mentre lo può fare per quello futuro.

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