Avvocati e Covid: nuove misure dalla Cassa Forense

La pandemia attualmente in corso ha visto mettere sul piatto da parte del governo una serie di ristori destinati alle categorie che hanno subito dei cali nelle entrate. La Cassa Forense degli avvocati ha deciso di mettere a disposizione degli iscritti una somma di 3 milioni di Euro come indennizzo per gli avvocati che hanno contratto il coronavirus. Ecco una sintesi delle misure che sono state illustrate con un comunicato emesso l’1 aprile.

I destinatari dei contributi e le modalità di richiesta

Per avere diritto al contributo, gli iscritti alla Cassa devono aver contratto il virus nel periodo che va dal 1 novembre del 2020 al prossimo 30 aprile e nel contempo devono essere in regola sia nella presentazione delle dichiarazioni che con il pagamento dei contributi dovuti alla Cassa Forense. L’entità del contributo che sarà versato a chi ne ha diritto varia con il variare delle conseguenze che sono state subite dell’iscritto che ha presentato la domanda.

La presentazione delle domande potrà essere fatta dal 15 aprile fino al 30 giugno 2021 e soltanto in modalità online. Pertanto le domande presentate anteriormente al 15 aprile e con un formato diverso da quello “telematico” non saranno prese in considerazione. Per poter presentare la domanda è necessario accedere al portale della Cassa Forense nella sezione accesso riservato. Le domande possono essere presentate, nel caso di decesso dell’iscritto, anche dai suoi eredi legittimi.

Gli importi dei contributi per gli avvocati

I contributi sono destinati ad una serie di soggetti che, oltre ad avere contratto l’infezione nel periodo evidenziato e che non siano stati risarciti con un indennizzo diverso. Il provvedimento approvato dispone le seguenti cifre:

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a) € 4.000 agli eredi degli iscritti deceduti prima del 31/1/2021;

b) € 4.000 agli eredi degli iscritti ultra 75enni che non hanno diritto a usufruire dell’assicurazione EMAPI, deceduti dal 1° febbraio al 30 aprile 2021;

c) € 3.000 quando l’iscritto viene ricoverato in un reparto di terapia intensiva;

d) € 1.500 quando l’iscritto viene ricoverato in un reparto ospedaliero ordinario per almeno 7 giorni;

e) € 1.000 quando l’iscritto deve rimanere, a causa dell’infezione da coronavirus, in isolamento sanitario obbligatorio, per un periodo minimo di 21 giorni con certificazione emessa da parte del medico curante o in alternativa dal SSN e una autocertificazione che attesti l’impossibilità dell’iscritto di svolgere, per tutto il periodo di isolamento, la propria attività professionale.

La suddivisione degli stanziamenti vede 2 milioni di euro stanziati per gli iscritti di cui alla lettera e), mentre 1 milione è destinato agli iscritti delle restanti casistiche. Tutti i contributi previsti non possono essere cumulati tra loro e nello stesso tempo con altre eventualmente previste nel Regolamento dell’Assistenza attualmente vigente.

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