Cosa cambia nelle tasse dopo le elezioni del 4 marzo 2018

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Cosa cambia nelle tasse dopo le elezioni del 4 marzo?

Finite le elezioni il nuovo governo formato da Centro-destra e il Movimento 5 Stelle dovrà dimostrare di poter mantenere le promesse fatte durante la campagna e contenute nei programmi elettorali. Vediamo cosa cambia nelle tasse dopo le elezioni 2018.

Visti i risultati delle politiche 2018 si possono fare le prime proiezioni sui cambiamenti che avverranno nei prossimi anni in campo fiscale. Supponendo che i partiti eletti vengano mantenute sempre che si possa formare un Governo che possa avere la fiducia da parte delle Camere si possono intuire le prossime mosse in tema fiscale seguendo le linee descritte durante la campagna pre-elettorale.

Il tema più gettonato durante le elezioni è stato proprio quello fiscale. Questo è accaduto per un motivo molto semplice, l’imposizione del patto di stabilità da parte dell’Unione Europea. Con le nuove norme europee anche l’Italia deve pareggiare i conti e per fare questo è necessario mettere in atto i tanto declamati tagli alla spesa pubblica e sistemare il resto per mezzo delle tasse, unico mezzo per rientrare con il debito pubblico. D’altra parte il potere che guida la politica monetaria è stato affidato alla Banca Centrale Europea e da quel momento gli stati appartenenti all’Unione Europea hanno perso la possibilità di stampare il proprio denaro per pagare il proprio debito. L’unico modo che ha lo stato per ottenere denaro ora è con le tasse che impone ai propri cittadini. 

Certo il popolo non è contento dei continui prelievi fiscali, la lo stato non ha più la possibilità di sfruttare i cosiddetti “tesoretti” avanzati dalle manovre finanziarie. Denaro utilizzato spesso in Bonus e agevolazioni destinati a categorie o azioni specifiche. Questi vengono predisposte per decisione elettorale o per una logica clientelare più che per veri e propri sostegni all’economia del paese. Attualmente l’agevolazione che ha avuto un ruolo importante e continua ad essere attiva è il bonus che riguarda le ristrutturazioni e le spese sostenute per l’arredamento.

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Vediamo ora i programmi elettorali in modo imparziale per comprendere i cambiamenti che avverranno in seguito alle recenti elezioni per quanto riguarda le tasse che dovremo versare.
Quali sono stati i risultati? Le elezioni sono state vinte dalla coalizione del centro-destra in cui la Lega con a capo Salvini ha svettato sugli altri. Il Movimento 5 Stelle ha confermato la sua vittoria e si è posizionato al primo posto in Italia. Sarà quindi dal loro programma elettorale che prenderemo le informazioni per capire cosa succederà nei prossimi anni in campo fiscale.

Argomento principale della campagna elettorale è stato la flat tax tanto nominata e promessa nei vari confronti televisivi. Le aliquote cambiano a seconda del partito che presenta la sua ideologia. Di cosa si tratta esattamente? La Flat Tax è una tassa sul reddito ad aliquota unica al contrario di quello che accade ora in cui il tasso cresce proporzionalmente al reddito. Questa particolare manovra è stata studiata per limitare l’evasione fiscale. Il pensiero legato alla Flat Tax è che se la tassa è più bassa tutti la pagheranno. Un’aliquota di 15/20% fissa dovrebbe permettere a tutti di pagarema resta il dubbio sul sufficiente introito di denaro visto il ridotto tasso applicato.

Il centro-destra ha proposto un’area No Tax abblicabile entro i 12000 euro e l’eliminazione delle tasse applicate alle donazioni, alle successioni e la tassa sulla prima casa.
Sempre il centro-destra ha promesso di cancellare il bollo applicato alla prima auto e toglierà la tassazione sui risparmi.

La lotta all’evasione fiscale è un argomento che accomuna tutti i partiti che durante le elezioni erano concordi a semplificare la burocrazia e intensificare il controllo incrociato tramite i computer della pubblica amministrazione. Questa decisione è stata presa anche in seguito al richiamo da parte del consiglio dello Stato destinato all’Agenzia delle Entrate colpevoli di non controllare abbastanza i conti correnti con verifiche incrociate per trovare gli evasori.
Inoltre all’interno del centro-destra era elencata una sanatoria per quanto riguarda le cartelle esattoriali la quale notifica è già avvenuta o che sono state impugnate di fronte ad un giudice.
Altro punto del loro programma elettorale è la libertà di non pagare le tasse per chi non ha un reddito.

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Per tutta risposta il Movimento 5 Stelle non promettono la Flat Tax ma dicono che diminuiranno le aliquote dell’Irpef ed un’area no tax fino a 10000 euro. Per andare incontro alle imprese di piccola e media grandezza il Movimento ha promesso misure fiscali che le favoriranno, come per esempio il taglio del cuneo fiscale tagliando il costo del lavoro ed aumentare le assunzioni, riduzione dell’Irap e la cancellazione dei tanto odiati studi di settore. Inoltre si legge nel programma elettorale cambiamenti in tema di split payment e spesometro.

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