Licenziamento: nuove regole

L’epidemia di Covid 19 e la difficoltà delle aziende di continuare ad operare hanno portato a problematiche di vario genere e si è stabilito che le aziende avessero diritto ad ammortizzatori sociali come la CIG e la sospensione delle contribuzioni per i dipendenti, naturalmente con il divieto di licenziare anche per giusta causa. Nell’ultimo decreto in materia queste regole sono cambiate.

Le nuove regole sui licenziamenti in vigore dal 18 agosto

Il Dl Agosto ha variato le regole sui licenziamenti che erano entrate in vigore a causa dell’epidemia di Covid 19. Il blocco era stato predisposto in modo da salvaguardare l’occupazione e rimane in vigore, ma con le nuove regole la validità è limitata alle imprese che non richiedono la “cassa integrazione” a causa del coronavirus.

Il blocco dei licenziamenti permane dunque soltanto per quelle aziende che la usano oppure che usufruiscono dell’esonero dei contributi. In questo modo le altre imprese possono operare nelle condizioni precedenti l’epidemia, per quanto riguarda i licenziamenti. La norma che prevede che le imprese che fanno ricorso alla “cassa integrazione continua” non possono licenziare i propri dipendenti per “giustificato motivo oggettivo” è scritta nell’articolo 14 del decreto 104/2020, noto come Decreto Agosto.

Le nuove norme sulla CIG e sull’esonero dei contributi contenute nel Dl Agosto

Dal 18 agosto le nuove regole stabiliscono che il blocco dei licenziamenti sia ancora in vigore per le aziende che attualmente hanno in corso dei trattamenti di CIG, oppure che stiano utilizzando le agevolazioni contributive. Il decreto prevede anche alcune eccezioni, come le aziende che cessano definitivamente l’attività oppure dichiarano il fallimento senza passare attraverso l’esercizio provvisorio.

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Un’altra eccezione è quella dell’accordo collettivo aziendale, stipulato con i sindacati, che prevede incentivi riguardo alla risoluzione del contratto di lavoro. Quindi per le imprese che non risultano avere dei dipendenti in CIG e che non usufruiscono delle agevolazioni contributive, è possibile procedere con i licenziamenti, seguendo le normative relative. Se un datore di lavoro, nel 2020 abbia già effettuato dei licenziamenti basati sul giustificato motivo oggettivo, ha la possibilità di può revocarli, effettuando nello stesso tempo una richiesta del trattamento di CIG, ponendo come causale Covid 19.

Questo può essere fatto con validità dalla data in cui il licenziamento ha avuto efficacia. In questo caso il rapporto di lavoro tra azienda e dipendente si intende ripristinato senza che il datore di lavoro sia sottoposto a oneri e sanzioni e lo stesso rapporto di lavoro risulterà “senza soluzione di continuità”. Naturalmente se questo avviene, con l’inizio della CIG per l’azienda scatta immediatamente un nuovo blocco dei licenziamenti in base alle norme contenute nel Decreto Agosto.

Approfondimento: Aliunde Perceptum significato

Significato: aliunde perceptum indica ciò che è stato percepito da altra persona.

Nell’ambito del diritto del lavoro si fa riferimento all’aliunde perceptum in relazione alla fattispecie del licenziamento illegittimo.

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