Come fatturare il lavoro occasionale?

lavoro occasionale Quando si ricevono compensi per delle prestazioni di lavoro occasionale non si devono fatturare perché la rendicontazione viene effettuata dall’Inps successivamente alla comunicazione obbligatoria che invia il committente.

Se, però, si parla di lavoro autonomo occasionale, le cose cambiano: colui che riceve il compenso deve rilasciare una ricevuta speciale. Secondo le diverse tipologie si deve assoggettare quanto ricevuto a una ritenuta d’acconto (senza addebitare l’Iva).

Ma vediamo le principali differenze tra lavoro occasionale e lavoro autonomo occasionali per comprendere meglio quanto detto finora.

Lavoro occasionale e lavoro autonomo occasionale: sostanziali differenze.

Dopo l’abolizione dei voucher avvenuta pochi mesi fa, il lavoro occasionale può essere reso attraverso due modi:

  • Il libretto famiglia;
  • Contratto di prestazione occasionale.

Precedentemente il lavoro occasionale era conosciuto come lavoro accessorio visto che che non può essere assimilabile né al lavoro dipendente (subordinato), né al lavoro autonomo o ‘cococo’ (parasubordinato). Infatti, il lavoro occasionale, è un’attività di tipo marginale e strettamente sporadica.

Invece, il lavoro occasionale può essere categorizzato tra le attività autonome senza alcun vincolo di subordinazione o coordinamento, ovvero esercitate. Esempi di lavoro occasionale autonomo possono essere le attività d’impresa o l’attività professionale. Tale lavoro, non richiede l’apertura della partita Iva perché si tratta di una tipologia di attività saltuaria priva del requisito di professionalità e dell’organizzazione.

Le sostanziali differenze tra lavoro occasionale autonomo e lavoro autonomo con partita Iva sono in base all’organizzazione e alla costanza o abitualità dell’esercizio dell’attività, sia che si tratti di attività d’impresa, oppure di attività professionale.

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Rendicontare il lavoro autonomo occasionale

Come detto in precedenza, il lavoratore deve emettere una ricevuta per giustificare il compenso percepito. Nella ricevuta, il lavoratore, deve indicare:

  • Nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza del lavoratore.
  • Nome, cognome, o ragione sociale (se si tratta di società o altro ente), eventuale: data di nascita, codice fiscale, partita Iva e domicilio del committente.
  • Importo lordo del compenso.
  • Eventuale importo netto.
  • Eventuale ritenuta d’acconto (pari al 20% del compenso).
  • Data, luogo e firma del lavoratore e del ricevente.

È importante che il documento, visto che non si applica Iva, contenga la seguente dicitura:

“Prestazione fuori campo IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/72”.

Se l’importo è superiore a 77,47 euro è necessario applicare una marca da bollo da 2 euro.

Rendicontare il lavoro occasionale

Il lavoro occasionale viene rendicontato dall’Inps e non va fatturato dal lavoratore. Attraverso la piattaforma telematica, l’Inps rendiconta una sporta di busta paga del lavoratore e di tutte le prestazioni occasionali effettuate.

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